La pausa a Pescara e’ stata fantastica. Lunghe dormite, grassi arrosticini e ottima compagnia.
La mattina della partenza Piero ci accompagna fino ai margini della citta’, sulla strada statale in direzione Foggia.
E’ difficile lasciare un posto dove si e’ stati cosi’ bene, ma senza indugio pedaliamo con il mare alla nostra sinistra. Direzione Sud.
Ci fermiamo nelle ore calde del pranzo a San Vito Chietino, dove Rossella che e’ la piu’ acquatica si tuffa in mare dopo aver mangiato la frittura di pesce.
Ci diamo come obiettivo per la giornata la città di Vasto, l’ultimo grande centro prima del Molise, dove ci sono i nostri amici Francesca e Camilo.
Arriviamo per le 18:00 a Vasto, e dopo un paio di errori che ci costano un po di chilometri in piu’ raggiungiamo la spiaggia di Punta Penna.
Ci facciamo il bagno tutti insieme anche con Francesca e Camilo e poi ci dirigiamo al campeggio per accamparci.
E’ ferragosto ed il campeggio e’ tutto esaurito. Sta facendo buio, rimontiamo in sella e superiamo la marina di Vasto alla ricerca del campeggio successivo.
Arriviamo con il buio al campeggio, situato dopo gli stabilimenti di Marina di Vasto, e per fortuna il portiere ci fa entrare. Montiamo le tende in uno spazio piccolissimo, quasi una sull’altra.
Il campeggio e’ surreale. Famiglie che parlano dialetti indecifrabili, ed avevano traslocato di tutto nelle tende, che spesso erano enormi come quelle del circo.
Dormiamo poco e male, aspettando la sveglia alle sei, tra gli schiamazzi dei ventenni che tornavano dalla serata in discoteca di ferragosto.
Attraversiamo il Molise rapidamente ed assonnati, superiamo Termoli percorrendo la piccola tangenziale che poi si immette sulla statale in direzione Foggia. Lasciamo quindi la costa per evitare le salite del promontorio del gargano, ed il paesaggio diventa brullo e deserto.
Nei pressi dello svincolo per Ripalta ci fermiamo al benzarolo, una grossa stazione di servizio con ristorante. Il panorama e’ deserto, tranne che per le imponenti pale eoliche. Sembra di essere in California sulla route 66. Dopo 3 ore di sosta siamo troppo annoiati per rimanere fermi e dicidiamo di ripartire sotto il sole cocente.
La strada è veramente deserta, le scorte di acqua limitate, e pedaliamo a tutta velocità per lasciarci alle spalle questa statale dove ogni tanto si incontra solo qualche mignotta o qualche mezzo pesante carico di pomodori.
Arriviamo a Foggia, dove prendiamo l’acqua, ma la città non ci ispira e così la superiamo velocemente e prendiamo la strada che porta verso Trinitapoli. Quello che non avevamo chiaro era che davanti a noi c’era solo un deserto di 40 Km con qualche casa di campagna qua e la. Stavamo per accamparci in una delle tante case diroccate lungo la strada, quando quasi come un miraggio appare un Agriturismo !
Entriamo con le biciclette nel piazzale, non c’è ancora nessun cliente, io ho temuto che era chiuso per ferie. Invece ci fanno accomodare, e dopo 130km la fame era tanta. Purtroppo ci rendiamo colto che attraversando il deserto non avevamo potuto prelevare i soldi, e così ci ritroviamo con 100 euro in 4, senza possibilità di pagare con il bancomat. Per fortuna il posto ha prezzi molto buoni, e con solo 50 euro ci facciamo l’antipasto il primo e due bocce di vino
Il proprietario è molto gentile, e ci permette di dormire nel giardino dell’agriturismo. Al mattino all’alba anche lui e la moglie sono già in piedi e facciamo colazione insieme. Ci raccontano che hanno una figlia che lavora a Roma, che ancora non è tornata in Puglia a vedere il locale che ha aperto da solo 15 giorni, e così ci danno un volantino con una dedica scritta sul retro dal padre da portarle a Roma.

Agriturismo di Trinitapoli
Ripartiamo senza correre troppo, le gambe ancora risentono dei 130km a tutta velocità del giorno prima, e superiamo Trinitapoli. Oggi la nostra destinazione è Trani, dove ci aspettano Fabio Patrizia il Losco ed Alina che hanno finito il loro percorso il MTB sui tratturi.
Ci incontriamo alle porte di Trani, e facciamo un giro del centro prima di andare a casa di Fabio in campagna. Siamo 8 biciclette, tra cui la due piani ed una bi-bici, sembra quasi di fare la Critical Mass a Trani !
Prendiamo una pista ciclabile dall’asfalto azzurro che costeggia il mare, e dopo un chilometro tagliamo verso l’interno in una strada in campagna in salita che porta a casa di Fabio. La mamma ci ha preparato un pranzo faraonico, mangiamo fino a scoppiare per poi sdraiarci sui divani.
Una volta digerito il pranzo, verso le 17:00, riprendiamo le biciclette ed andiamo al mare. Torniamo a casa che è ormai buio, percorrendo la strada di campagna alla luce delle dinamo delle biciclette.
Il mattino dopo partiamo con calma, sono solo circa 40km fino a Bari e poi il viaggio è finito. Passiamo Bisceglie, Molfetta e Giovinazzo… la meta si fa sempre più vicina. Sono le 13:00 quando arriviamo a Bari sotto ad un sole cocente.

L'arrivo a Bari
Seguiamo le indicazioni per la stazione, dove io decido di riprendere subito il treno per tornare a Roma. Anche Valerio decide di viaggiare con me, e così fatti i biglietti di prima classe (perché quelli della seconda erano finiti) pedaliamo per andare a “Bari vecchia” per l’ultimo pranzo del Troglogiro.
Schizziamo con le biciclette tra i vicoli di Bari vecchia, stradine più strette di quelle di trastevere, tra costruzioni color bianco avorio. Ci aspettavamo ristoranti ed attività commerciali per turisti, invece con nostra sorpresa passiamo davanti all’uscio di casa di molte persone, con una tenda per coprire l’ingresso. Un signore ci indica un buon ristorante, così ci dirigiamo li seguendo le sue indicazioni.
Un pranzo di pesce extra lusso, con ostriche, crostacei, molluschi… ci voleva per festeggiare i 1280 km percorsi in soli 18 giorni !
Con sole 4 ore di treno sono di nuovo a Roma, alla stazione Termini, che rimonto la bicicletta accanto al treno da quale sono appena sceso ed ancora non mi pare vero. Un viaggio indimenticabile.
Saverio