Da Ariano Irpino a Vico Equense

24 agosto

Invece che alle 8:00 come concordato la sera prima partiamo alle 9:30. Ci sta tutto perché ci dobbiamo riprendere dalla bevuta della sera prima. Facciamo aspettare un po’ Valerio, che non era voluto venire la sera prima a mangiare fuori, e si era svegliato puntuale per partire alle 8:00.

Salutiamo Mario, che è arrivato al termine del suo viaggio, e ci mettiamo a pedalare in direzione Avellino. I primi 20 km sono durissimi. Ci sono salite con pendenze incredibili, specialmente quando si attraversano i paesini subito dopo Ariano Irpino. La s.s. 90 delle puglie finisce e prosegue la strada verso Avellino, che è principalmente in salita. A 25 km da Avellino ci fermiamo a fare colazione, a metà di una lunga salita che ci riporta a 600 m s.l.m dopo essere scesi a 300 m s.l.m con una discesa precedente.

Non entriamo in città ad Avellino, ma ci troviamo su una specie di raccordo autostradale, dove intravedo un cartello “Via Appia”. Il brutto tratto a due corsie con guard rails e camion per fortuna non dura molto, e dopo 5 o 6 km di inferno prendiamo il bivio per Nocera. Si è fatta l’ora di pranzo e ci fermiamo ad una piccola pasticceria a pranzare. Mangiamo delle pizzette, baba’ e sfogliatelle: un riassunto delle specialità del luogo.

Il ragazzo che lavora alla pasticceria è affascinato dalle nostre bici, avrà circa 20 anni e si ferma a parlare parecchio con noi. Ci racconta che da poco è tornato in Italia, e si trova al paese del padre. Lui è nato e cresciuto in Germania a Francoforte, ed ora è molto contento di essere tornato a vivere in Italia. Parla molto bene italiano, ma con delle marcate espressioni dialettali.

Saranno grosso modo le 15:00 quando ci mettiamo in marcia. Superiamo il paese di Calore, dove un ciclista in bici da corsa mi si affianca e ci facciamo una chiaccherata sui viaggi in bici e la Critical Mass. Lui è di Calore ed ha preso al volo la bici per correrci dietro quando ci ha visto passare. Arriviamo ad una forte discesa, dove il compagno di pochi km mi abbandona per tornare indietro. Seguono una serie di tornanti molto stretti che faccio lentamente, e ci portiamo ad una altitudine molto bassa, siamo a Mercato San Severino. Da questo punto in poi la strada è praticamente in pianura fino a Vico Equense, ma ci mancano ancora circa 30 km all’arrivo.

La strada cambia aspetti, si susseguono in pochi km diversi paesi che attraversiamo nel loro cuore, tra le escalmazioni della gente che passeggia lungo il corso o è seduta ai bar. Durante questo tragitto incontriamo un ciclista tecnico in tutina, che ci accompagna fino a Nocera Superiore facendoci fare una strada secondaria meno trafficata.

Arrivati a Nocera inferiore la strada cambia ancora, il centro abitato diventa fittissimo e non è più possibile capire quando finisce un paese e ne inizia un altro. Si nota in modo marcato l’aumento di densità di popolazione, traffico rumore e smog. Gli ultimi 25 km della nostra tappa sono tutti praticamente in stradine di paese a volte con san pietrini. Passiamo a Sant’Antonio Abate e poi a Gragnano.

Arrivati a Gragnano entro in un bar a chiedere l’acqua, ed il barista ci tiene a darmi che quell’acqua del rubinetto è la famosa acqua dei Gragnano, uno segni ingredienti della pasta di Gragnano. Lo dice con tale serietà e solennità che rimango come un fesso a guardarlo stupito.

Da qui in poi la strada è familiare, la conosco anche io a memoria. Passiamo dietro a Castellammare per la passeggiata archeologica, dove si trova l’hotel Medusa luogo in cui avevo fatto le vacanze un paio di anni prima. Facciamo la salita che passa per le terme stabiesi, che porta verso casa dei miei amici Dario e Valerio.

Arrivati in cima alla salita mi fermo di fronte ad un negozio di meccanico, per aspettare Niso che allo stremo delle forze stava salendo a piedi. La folla mi assale per farmi mille domande, ma devo chiedere alle persone di non parlare in dialetto perché non le capisco. Alcuni riescono a farsi capire, ma altri no, e quindi alcuni si mettono a fare da traduttori dallo stretto dialetto napoletano all’italiano. Arriva Niso in cima alla salita finalmente, e c’è una scenetta alla carramba che sopresa, perché quello era proprio il meccanico dove di solito va il padre e quindi i due si conoscevano.

Facciamo gli ultimi 8 km sul litorale fino a Vico Equense. La strada tra i tornanti della costiera è in leggera salita. Sulla destra abbiamo il mare e su lo sfondo il Vesuvio.

Sulla sinistra le macchina che viaggiano nell’opposto senso di marcia sono tutte in fila a passo d’uomo, è il rientro dal mare. Ci guardano con occhi stupiti, tra applausi e strane esclamazioni dialettali.

Io e Valerio ci fermiamo alla stazione del Circumvesuviana alle porte di Vico Equense, per aspettare Niso che va lentissimo per la stanchezza. Vorremmo farlo entrare in piazza in testa al gruppo. Ripartiamo tutto insieme ma a Niso cade subito la bici durante la partenza, niente da fare è destinato ad entrare in piazza per ultimo.

Arrivati in piazza c’è la mamma di Niso che ci aspetta e qualche suo amico. Siamo arrivati ! Sono le 19:30. Abbiamo fatto 110 km in 10 ore, superando anche notevoli salite. Parcheggiamo le bici e ci sediamo al bar della piazza per un meritato aperitivo ! :)

Saverio

This entry was posted in Uncategorized and tagged , , , , , , , , , , , , , , . Bookmark the permalink.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>