Ariano Irpino ed il Folk Festival

21 agosto – sabato

Lo sforzo del giorno prima è stato notevole. Mi sveglio con le gambe da sgranchire, le ginocchia un po’ doloranti, ed un senso generale di voglia di risposare. Per salire su al paese di Ariano Irpino dalla casa dove ci troviamo, c’è una salita di 3 km. Io e Mario decidiamo di salire con la circolare. La circolare è un bus che fa il giro del paese, e viene detto dai locali “cafoniera”, perché in passato faceva il giro delle campagne e raccoglieva i “cafoni” che dovevano andare a fare spese ad Ariano.

C’è chi non si sente così stanco, come Valerio e Niso che affrontano la salita in bicicletta, per andare a casa del padre di Mario dove ci aspettano a pranzo.

Mario ci porta al suo bar di fiducia, si chiama Bar Irpinia e si trova proprio sotto casa del padre. Facciamo l’aperitivo prima di salire a mangiare.

Abbiamo quasi finito di mangiare quando Niso riceve una telefonata, sono i suoi genitori che gli hanno fatto una sorpresa, sono venuti a trovarlo ad Ariano Irpino (che si trova ad un paio d’ore di macchina da dove vivono a Vico Equense). Passiamo quindi il pomeriggio con i genitori di Niso e facciamo a piedi un giro turistico di Ariano, visitando il parco e la fortezza normanna.

Nel riposo più totale arriviamo all’ora di cena, e decidiamo che squadra vincente non si cambia quindi torniamo dal Sig. Michele al ristorante San Domenico. Mangiamo benissimo ma mi rendo conto che il ritardo e la lentezza per portare i piatti, non erano un problema dell’orario tardo della sera prima, ma è proprio una caratteristica del ristorante. Per mangiare stiamo 2 ore seduti a tavola, ma alla fine devo ammettere che abbiamo fatto un abbuffata da ricordare.

Dopo cena i genitori di Niso ripartono per Vico Equense, e noi ci prepariamo alla serata. Ad Ariano in questi giorni si svolge l’AFF: Ariano Folk Festival. Ogni sera è previsto un grande concerto, e ci sono persone da tutto il centro italia che affollano il paese, tra cui molti ragazzi al campeggio dove siamo giunti la sera del nostro arrivo.

Siamo usciti da poco dal ristorante del Sig. Michele quando Niso riceve un altra telefonata, sono Luca e Roberta, due suoi amici che sono in ferie e girano la campania con un furgoncino attrezzato a camper. Li troviamo al campeggio dove gli facciamo parcheggiare il furgoncino, e si aggiungono alla nostra comitiva per la serata.

Mario ci porta quindi al Bar Irpinia per fare salire il nostro tasso alcolico in modo da affrontare con lo spirito giusto il concerto. Ci attardiamo così tanto che quando arriviamo al palco Mannarino ha già finito di suonare, e ci sta già il secondo gruppo. Insieme a Niso iniziamo a viverci il concerto nella folla ubriachi e molesti, mentre Mario continua ad incontrare gente che conosce del paese e presentarcela. Facciamo amicizia con Carla, la cugina di Mario, e poi con Catia e Valentina. Mario ci presenta anche dei suoi amici maschi ma ovviamente i nomi non me li ricordo :) Tutti ci conoscono per via delle nostre biciclette, e ci fanno i complimenti e ci stringono la mano. Inizia a farsi tardi, e due amiche di Mario, Valentina a Catia, mi convincono a seguirle per andare al Sona Zone. Si tratta di una zona Rave a 10 km da Ariano dove si arriva con una navetta gratuita che parte dal campeggio.

Mi imbarco per il rave sulla navetta insieme a Niso Roberta e Luca, un viaggio surreale. Al nostro arrivo la musica è pessima, o non siamo abbastanza drogati per apprezzarla. Ragazze giocano con bolas infuocate, ed altri ballano a ritmo incessante aspettando l’alba. Come scendiamo dalla navetta Catia colassa, si vede che le curve non le hanno fatto molto bene !

Non resistiamo molto, e dopo 45 minuti prendiamo la navetta per tornare ad Ariano, dove recuperiamo il furgone per andare a dormire a casa di Mario.

22 agosto

Il giorno prima è stato abbastanza distruttivo, forse più di un giorno di viaggio in bicicletta, e così ci facciamo una meritata sveglia alle 13:00, con ozio fino alle 17:00. Sono in letargo sul divano ad ascoltare Niso e Luca che si cimentano in strani e complicati discorsi da antropologi. Alle 17:00 prendiamo il furgoncino di Roberta ed iniziamo ad alcolizzarci su al campeggio. Siamo in attesa del grande evento della sera, il concerto di Goran Bregovic. E’ l’unica serata a pagamento del festival, il biglietto costa 15 € e consiste in una maglietta ed un braccialetto. In questo modo si crea uno strano effetto scenografico per cui tutto il pubblico del concerto indossa la stessa maglietta !

Carla ci porta all’apertivo balcanico, un pre evento prima del concerto. Ci sono dei graffiti con delle scimmie molto belli, che si integrano perfettamente su uno scorcio del paese, fatti proprio in occasione di questa edizione del festival.

Alla fine arriviamo al concerto giusto in tempo per l’inizio, arriviamo in fondo alla piazza del palco proprio mentre l’orchestra inizia a suonare. Io e Niso, preparati, ubriachi e molesti, ci facciamo avanti nella folla ed in un minuto ci troviamo sotto al palco ! tutti con la maglia uguale, è facilissimo perdersi, ma riusciamo a rimanere uniti in mezzo ad un concerto durissimo dove si salta a più non posso. Dopo la canzone “gas gas” (circa dopo 20 minuti) siamo esausti e molliamo, iniziamo a seguire il concerto da più indietro. Nella folla incontro anche la mia amica Ilaria, quella che lavorava a Trastevere al “ma che”.

Finito il concerto di Bregovic siamo esausti, ed il DJ che segue non regge assolutamente il confronto con lo spettacolo precedente. Ce ne andiamo quindi al campeggio, dove si festeggia l’ultima sera di festival suonando chitarre a bonghi. E’ tardi quando torniamo a dormire tutti da Mario, e non so proprio come faremo a salire sulla bicicletta per arrivare a Villa Maina.

23 agosto

Al mio risveglio trovo Niso e Valerio in cucina a ripianificare il viaggio. Sono le 13:00. L’amico di Niso di Villa Maina ci ha dato buca, e dato che ci passavamo esclusivamente per trovare questo ragazzo, detto “buione”, decidiamo di tirare dritto per casa di Niso e Vico Equense. La tappa è di 110 km, ed è decisamente tardi per partire, quindi la partenza è spostata alla mattina successiva.

Ci riposiamo quindi tutto il giorno, e la sera andiamo a cena con gli amici di Mario che gestivano il Volkscamp. Ci porta in un agriturismo fuori Ariana, ad una ventina di minuti in macchina in direzione Avellino. Facciamo una mangiata incredibile, con 3 primi e quintali di spezzatino. A tavola non vengono servite porzioni singoli, ma grandi pirofile dalle quali sporzioniamo noi stessi. A tavola ho l’occasione di conoscere un po’ gli amici di Mario, quasi tutti sono ad Ariano solo l’estate e studiano o lavorano l’inverno in altre città. Parliamo di un po’ di tutto ed anche del nostro viaggio durante la cena, che finisce con abbondante vino e grappa. Mi stupisco ed conto che è di soli 15 € a persona, e che comunque viene gentilmente offerto a tutti dall’associazione del Volkscamp. Io e Niso vorremmo pagare perché ci sentiamo un po’ imbucati, ma non c’è verso.

Tornati al condominio di Mario, Niso che è in modalità “ubriaco e molesto” prova a staccare da un altarino un enorme statua di Padre Pio, farfugliando che la vuole montare sul manubrio della sua bicicletta. Per fortuna io e Mario in due riusciamo a fermarlo ! Vado a dormire pensando se Niso ce la farà a pedalare per oltre 100 Km domani dopo la sbornia di questa sera.

Saverio

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