Da Split a Mostar pedalando a due piani

3 agosto

Per andare al centro di Split a fare colazione in bicicletta abbiamo qualche difficolta’. Il centro ha della barriere architettoniche notevoli per noi, in particolare le scale, e gli scivolosi lastroni di marmo bianco della pavimentazione. Prendiamo un grande cappuccino e ci mangiamo i biscotti che ci erano avanzati dal viaggio in nave.

Decidiamo di non rimanere a Split, ma di partire subito prima del gran caldo. Uscendo dalla citta’ troviamo il supermercato LIDL e facciamo la spesa di cibo per i giorni successivi.

Una stretta strada che costeggia la costa ci porta sempre piu’ a sud. Dopo qualche km vediamo una discesa a mare e ci fermiamo per il primo tuffo. Tutta la spiaggia ci guarda quando le nostre strane bici arrivano sul bagnasciuga, vengono abbandonati, e poi dei trogloditi si denudano in mutande e si tuffano come pazzi. Il bagno e’ veramente rinfrescante considerato che da quando siamo partiti non ci eravamo ancora fatti una doccia !

La nostra destinazione di oggi e’ Omis, ci mancano solo una 15ina di km che facciamo rapidamente, e siamo li piu o meno a mezzogiorno. Troviamo il paese in piena attivita’, ci fermiamo dal fornaio ed al mercato e poi andiamo a cercare il campeggio. Ne troviamo uno piu’ piccolo di quello principale del paese, e ci accampiamo li pagando 30 euro in 4.

Nel pomeriggio ci riposiamo, ci laviamo e facciamo anche un grande bucato. Alle 17 siamo tutti pronti per andare a piedi alla scoperta di Omis. Ci ritroviamo in questo paesino di mare, molto simile a Anzio o Nettuno, con un piccolo borgo medioevale, circondato da nuove costruzioni tipiche di un turismo anni 80. Troviamo anche l’Internet point e ci spariamo tutti una rilassante ora di computer.

Il mare ci fa venire fame di pesce, cosi ad un posto abbastanza troglodita per i nostri standard ci facciamo un abbuffata di calamari e pesce fritto. Dopo la cena, considerato che il paese e’ invaso da famigliole e bambini, dediamo di tornare al campeggio a dormire. Non abbiamo nemmeno montato le tende per il caldo. Io dormi proprio a terra insieme a Mario, mentre Niso e Valerio che avevano portato l’amaca dormono a penzoloni tra gli alberi. Lontano si vedono dei lampi, ma rischiamo e ci mettiamo a dormire sperando che non arriva la pioggia !

4 agosto

Partiamo da Omis intorno alle 9. Siamo in forma perche’ ci siamo riposati, ma la costa non e’ affatto piana. Si susseguono salite e discese a picco sul mare, tutta fatica e sudore sotto il sole !

Niso ad un certo momento si vede ricorso a piedi da un signore che lo incita e prova a dargli una lattina di Pepsi ! una scena surreale !

Sono le 13 quando arriviamo a Makarska, ed al nostro ingresso al porto turistico conosciamo altri due viaggiatori in bicicletta. Sono due ragazzi di Belgrado, si chiamano Vladimir e Vuc. Ci chiedono un sacco di cose sulle bici, e noi gli chiediamo un sacco di cose sul percorso dato che loro stanno arrivando da Mostar. Stiamo forse mezz’ora a parlare con loro, alla fine li invitiamo alla Ciemmona e gli lasciamo dei portachiavi fatti con pezzi di bici che Valerio aveva preparato per degli incontri speciali.

Dopo il pranzo al fast food a base di Cevapci (specialita’ l0cale, salsiccette) facciamo una grande dormita in pineta per ripartire alle 17:00 quando il sole e’ meno caldo.

Con il fresco si pedala veloci, ed alla fine della giornata abbiamo fatto quasi un totale di 70km, siamo arrivati a Zaostrog, dove la folla del paese esplode in un applauso collettivo al nostro ingresso sul lungo mare!

Dopo esserci sistemati al campeggio cerchiamo un posto per mangiare. Vorremmo cucinare un grande piatto di pasta usando la spiritiera, ma scopriamo in questi giorni che in Croazia e’ difficilissimo trovare lo spirito e quindi ripighiamo sul fast food. Ci dice anche male, perche’ il posto aveva poca scelta, molte cose sul menu erano finite, e cosi ci mangiamo solo una montagna di cheeseburger.

Anche questa notte, la passiamo a dormire sotto le stelle, tutti senza tenda sdraiati sopra un enorme telo impermeabile che Valerio ha portato per tutti.

5 agosto

Il giorno prima avevamo comprato delle uova, pensando di trovare lo spirito per cucinare. Le infilo quindi tutte nella pentola della spiritiera, e poi vado a bussare ad una roulotte chiedendo se gentilmente ce le potevano bollire con la loro cucina. Parlo a gesti con la signora, che parla una lingua incomprensibile, ma alla fine ci capiamo e la signora gentilmente ci fa bollire le uova con le quali facciamo colazione. Uova e capuccino al bar ! alla grande ! :)

Si pedala per 23 Km fino a Ploce, dove Niso pensava di farsi l’ultimo bagno, e si ritrova invece in una citta’ portuale. Anche qui c’e’ LIDL, quindi facciamo la spesa per il pranzo. Ci allontaniamo un poco dal porto e troviamo una pineta decente, dove Niso riesce a farsi il bagno, e tutti facciamo un pranzo a base di scatolette. Il Leatherman mi salva la vita con il suo potente apriscatole perche’ da LIDL avevamo preso le scatolette di tonno senza linguetta !

La sola cosa che manca in questo posto e’ acqua dolce, ci sono delle docce ma non esce un filo di acqua. Con vari strumenti che abbiamo dietro (pappagalli, pinze) apriamo qualche tombino nella speranza di aprire l’acqua ma alla fine non ci sta niente da fare, quindi razionalizziamo l’acqua che ci siamo portati dietro.

Alle 17 ripartiamo, abbiamo come destinazione le cascate di Kravicha in Bosnia, dobbiamo fare circa 40 km e superare la frontiera. Come usciamo da Ploce iniziano delle salite disumane che ci portano verso l’interno. Le bici sono pesantissime perche’ le abbiamo caricate di tutto per andare ad accamparci alle cascate, e la salita e’ sotto il sole. Non so come arriviamo tutti in cima a questa salita, della quale Mario si fa un bel pezzo a piedi spingendo la bici. Dopo circa 2 ore che abbiamo lasciato Ploce arriviamo alla frontiera.

Qui perdiamo almeno 1 ora di tempo. Non stiamo simpatici al poliziotto della dogana, che ci fa fermare e ci fa scaricare completamente le bici, e ci apre tutti i bagagli e ci controlla ogni singola mutanda e maglietta, alla ricerca di erba o fumo. Ovviamente non trovano niente, quindi si attaccano alle medicine per il ginocchio di Niso ed al tabacco della pipa di Mario. Insomma rompono le scatole, ci fanno perdere tempo, alla fine ci ridanno tutto e ci fanno andare via. Proprio della serie: “guardie di merda” che ci fanno perdere tempo a noi mentre facevano passare senza nemmeno un controllo macchine e camper carichi di ogni cosa e di ogni nazionalita’ !!!

Ripartiamo alle 8 dalla dogana che inizia a fare buio. Pedaliamo velocissimi e per fortuna siamo subito nella periferia del grande centro di Ljubuski, dove la strada e’ illuminata da buoni lampioni. Chiediamo indicazioni per un posto dove dormire, ma e’ dura perche’ in pochi parlano inglese. Valerio vuole accamparsi dove capita, ma noi altri non ce la sentiamo di fare la prima notte in Bosnia in strada, specie dopo la brutta esperienza con la polizia della dogana.

(e’ finito il tempo all’internet point, aggiorno la prossima volta !)

Raggiungiamo il centro della citta’, alla fine una ragazzetta di circa 15 che parla bene inglese ci indica un pub dove affittano camere al piano superiore. Prendiamo due stanzette da due per una cifra complessiva di 60 euro, non troppo male per la situazione di emergenza.

Durante la notte ci svegliamo per il rumore del diluvio e tutti pensiamo: che culo !! abbiamo preso per la prima volta una stanza proprio la notte che ha fatto il diluvio universale !!!

6 agosto

La colazione al bar con sottofondo di musica di Bob Marley ci sorprende. Evidentemente il proprietario ha capito che con soli clienti rastoni la musica commerciale tecno che mette di solito non va bene !

Mancano meno di 100 km a Mostar, quindi rilassati passiamo la mattinata a Ljubuski, passando all’Internet Cafe, alla farmacia per comprare l’alcool per la spiritiera ed al fornaio mangiamo abbondanti burek. Valerio gira per il paese con la due piani portando Mario sul manubrio.

A differenza della Croazia qui non ci sono problemi ad usare gli euro, ed anzi quando non hanno abbastanza resto in marchi convertibili i negozi usando indifferentemente marchi ed euro, anche le monetine ! Come se nel paese ci fossero due valute allo stesso momento !

Verso le 13:00 partiamo alla volta delle cascate di Kravica, vicinissime, solo 7 km, praticamente ci dovevamo arrivare la sera prima non ci fossero stati i problemi alla dogana. Alle cascate facciamo bagni nell’acqua gelida e passiamo una giornata di vero relax.

Niso e Valerio si allontanano con la bici senza bagagli e vanno a fare una spesa di carne per la sera, mentre io e Mario ci cimentiamo a sistemare i nostri dreadlocks con l’uncinetto ed a giocare con le palline circersi. Scopro di essere una frana totale con le palline, e nonostante un ora di allentamento non ottengo grossi risultati :(

Viene un pazzo con dei bambini a chiederci se siamo dei “veri hippy”, e noi lo

La sera il prato pieno di gente sotto le cascate si svuota, rimaniamo solo noi, montiamo le tende ed accendiamo il fuoco. Facciamo una grande mangiata di carne con Cevapi, pollo, salsicce e patate al cartoccio.

Mentre mangiamo arrivano 4 ragazzi spagnoli di Barcellona che cercano un posto per accamparsi. Ci sembrano un po’ impediti, quindi io e Niso ci alziamo e li aiutiamo ad accendere un fuoco. Dopo aver finito di cucinare e mangiare il nostro fuoco e’ quasi spento, quindi ci trasferiamo al fuoco degli spagnoli che hanno un bel fuoco pompato, visto che non gli serviva la brace per cucinare. Ci offrono del vino rosso locale, e stiamo un oretta a parlare con loro. Alla fine ce ne andiamo tutti a dormire rintanati nelle tende che ci proteggono dall’umidita’ delle cascate.

7 agosto

Ci sta una leggera pioggia quando ci svegliamo, ma per fortuna il tempo cambia in fretta e lascia spazio al sole.

Al mattino gli spagnoli ci consigliano un posto per dormire quando andremo a Sarajevo, ci lasciano un biglietto da visita di un posto che affitta appartamenti. Mi lasciano anche delle fotocopie, che sono la guida in inglese della Lonely Planet della Bosnia Hercegovina.

Facciamo il caffe’ con la spiritiera, e poi l’ultimo bagno nell’acqua gelida delle cascate. Valerio si diverte a passare con la due piani sullo stretto ponte pedonale in legno che passa da una parte all’altra del fiume, tra gli sguardi sbalorditi delle poche persone presenti al mattino presto.

Mentre ci stiamo asciugando per andare via arriva il tipo del bar incazzato nero con noi per via del fuoco che hanno fatto i ragazzi spagnoli, secondo lui in un posto dove non si poteva fare. Il tipo e’ fuorioso e ci vuole cacciare dal posto. Niso si incazza ancora di piu’ ed inizia una vera scenata Napoletana/Bosniaca, nella quale si mettono in mezzo anche gli Spagnoli in quanto volevano difenderci. Alla fine della scenata, che io mi sono vissuto divertito in tutta tranquillita’, carichiamo le nostre cose ed andiamo via.

Oggi la strada e’ tranquilla, abbiamo in programma circa 50 km per arrivare a Mostar. Partiamo alle 12:00, facendo una media di 20 Km orari. Prima della torre di Pojiteli ci fermiamo in un piccolo centro a mangiare qualcosa, ed a spedire un email ai ragazzi del centro sociale di Mostar ai quali avevamo gia’ scritto da Roma per chiedere ospitalita’.

Dopo pranzo facciamo altri 10km fino a Pojiteli, ma osserviamo la torre ed il borgo di ottomanico solo dal basso, perche’ ci sono un sacco di scalini e nessuno di noi ha voglia di farsi tutte quelle scale sotto il sole per poi rimettersi a pedalare. Cosi’ in alternativa ci beviamo una Rakia, la grappa locale, e ci rimettiamo a pedalare verso Mostar.

Arrivati a soli 15Km di Mostar viaggiando rapidamente, decidiamo di fare una piccola deviazione per visitare il santuario di Blagaj, una specie di luogo sacro dentro una grotta lungo un fiume. Valerio aveva trovato questo posto su Internet. Ci aspettavamo un posto deserto, un eremo solitario, un fiume silenzioso ed incontaminato. Invece dopo circa 7 km nella campagna piu’ deserta ci ritroviamo in un centro turistico degno di Las Vegas, dove vengono spillati soldi e soldi ai religiosi che vengono a vedere il luogo sacro. Alla fine non ci sta nemmeno molto da vedere, perche’ l’unico modo e’ prendere un biglietto per un giro in barca che risale il fiume dentro questa grotta, ma ci vuole troppo tempo e noi dobbiamo riprendere il viaggio.

Cosi’ dopo la deviazione quasi a vuoto riprendiamo il viaggio verso Mostar in 3, mentre Valerio decide di scalare da solo la montagna dalla base del monastero, e ci raggiungera’ poi pedalando piu’ velocemente alle porte di Mostar.

Arrivati nella citta’ di Mostar la attriversiamo tutta, per raggiungere prima la stazione degli autobus, e poi il centro sociale Abrasevic che si trova dalla parte opposta della citta’ rispetto alla direzione dalla quale siamo arrivati. Alla stazione un ragazzo in bicicletta che coosce il posto, ci porta in bicicletta fino ad Abrasevic, dove pacheggiamo le biciclette nell’ampio piazzale e ci riposiamo bevendo un bottoglione di birra da 2 litri :)

Finalmente siamo arrivati a Mostar !!! :D

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One Response to Da Split a Mostar pedalando a due piani

  1. tenderbranson says:

    mi sto appassionando. Ci vorrebbe più brivido però. Su, fatevi aggredire la notte, fatevi picchiare, picchiate voi qualcuno! :)

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