Superati gli appennini siamo a Pescara

Per la prima volta dall’inizio del troglogiro riesco a scrivere da una tastiera normale e non dal touch screen dell’iPod. Siamo arrivati a casa di Piero a Pescara dove i troglociclisti si riposeranno per almeno 2 notti.

Ieri mattina lasciata Antrodoco al mattino presto, verso le 8, svoltiamo subito usciti dal paese seguendo il cartello l’Aquila. Il fresco del mattino ci aiuta a fare la salita più lunga del troglogiro, circa 25 km. Per fortuna la pendenza non è eccessiva e facciamo i primi 15 km senza starci troppo a pensare su.

Facciamo una pausa come troviamo un pochino di ombra, in quanto la temperatura ormai è salita parecchio. Mentre aspettiamo Rossella che era rimasta in dietro a causa dell’abuso del rampichino, Valerio trova a terra un curioso post-it scritto in milanese ed una bustina di maionese. Dopo circa 20 minuti quando Rossella spunta da dietro la curva tutti e tre esclamiamo in coro: “sono arrivate le pesche” !

La seconda fase della salita è più agevole perchè la strada è alberata ed il percorso di conseguenza è tutto all’ombra. Superato il passo di Sella di Corno procediamo in discesa verso l’Aquila.

Ci fermiamo al primo ristorante gradito ai troglociclisti dove mangiamo una mandria di pecore sotto forma di arrosticini. Nell’attesa del pranzo Valerio sostituisce il V-Brake alla sua due piani, che era stato magnato dentro dalla discesa.

Dopo pranzo arriviamo a l’Aquila dove l’atmosfera è surreale. Case con evidenti crepe qua e la, altri spazi vuoti dove le case ed i calcinacci non esistevano più. Una città militarizzata piena di uomini in divisa. Chiediamo a gli Alpini indicazioni per superare la città evitando le zone chiuse all’accesso, e velocemente superiamo la città fantasma.

Superata la città il paesaggio peggiora, superiamo infatti le frazioni di Onna e San Greogorio pesantemente colpite dal terremoto, su una strada statale con un sostenuto traffico di mezzi pesanti. Il percorso è di nuovo in salita, l’ultima di tutto il troglogiro. E’ dura, con la strada troppo stretta per la convivenza tra biciclette e mezzi pensanti, ma facciamo anche questa e riusciamo ad arrivare oltre dove il traffico è meno intenso e la strada più larga.

Alla sera lasciamo la superstrada e prendiamo una piacevole strada di montagna (in discesa) che devia verso Capestrano. Ci accamperemo circa un chilometro prima di Capestrano per dormire in tenda.

Mi sveglia Rossella poco dopo l’alba, e per le 7 abbiamo già rimesso tutto sulle biciclette e siamo pronti per partire. Facciamo colazione a Capestrano dove i cornetti sono buonissimi e facciamo un abbondante abbuffata. Oggi il percorso è facile, dopo la grande salita di ieri, oggi il percorso è prevalentemente in discesa. Voliamo per i primi 10km con una media di 40Km/h e sentiamo Pescara sempre più vicina.

Per l’ora di pranzo abbiamo già fatto 65Km, e ci fermiamo alle porte di Pescara a casa di Piero.

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