La fine del viaggio, si torna a Roma

September 1st, 2010

E’ il 27 agosto, mi sveglio e faccio i bagagli. Ho deciso di tornare a Roma per andare alla Critical Mass. Oggi è l’ultimo venerdì del mese.

Niso mi accompagna in bicicletta fino a Castellammare, dove mi fermo a casa di Anna che mi ha invitato a pranzo. Ci sono solo lei e Nadia, e mangiamo le “polpette della nonna”, scongelate appositamente in occasione del mio arrivo.

Quando arriviamo Niso fa subito dietro front per tornare a casa, ed io rimango ad aspettare Anna sotto al portone assalito dalla solita folla di curiosi. Anna rimane stupita da quanta gente si era radunata sotto al suo portone per via della mia bici.

Dopo pranzo vado a prendere il treno regionale per Napoli alla stazione di Torre Annunziata. Il treno fa un leggero ritardo, ma almeno ci sta il vagone biciclette. Sul treno conosco Henry, un cicloturista tedesco sulla 50ina. Mi dice che va a Roma anche lui, e quindi gli dico che possiamo fare il viaggio insieme. Mentre parlo con lui sul vagone bici ci sono anche una serie di ambulanti con borsoni, che provano a vendere a me ed Henry calzini di spugna. Parlano dialetto stretto ed è faticoso relazionarsi con loro.

Prendiamo il diretto Napoli Roma, e parlo con Henry di viaggi. Mi dice che lui di mestiere fa il chimico, ma che in questo momento della sua vita non sta lavorando. Ha con se diverse cartine, che stendiamo a terra sul vagone del treno guardando percorsi. Mi mostra viaggi passati, quello appena concluso, ed fantasiosi itinerari per il futuro. Sulle varie cartine dell’Italia che ha gli mostro i percorsi che ho fatto lo scorso anno durante Genova Bari, e gli dico quali strade sono buone da fare in bicicletta e quali sono peggiori.

Sul treno non c’è il bagno. Non ho voglia di trattenere la pìpì, specie perché proprio poco prima di partire ho avuto i calcoli, e quindi faccio la pipi dentro una bottiglia di plastica dell’acqua minerale. Che cosa incivile fare un treno senza bagni !

Scesi dal treno mi fiondo, insieme ad Henry che ho coinvolto facilmente, verso i Fori Imperiali sperando di trovare la Critical Mass che ancora deve partire. Facciamo di corsa il discesone di via Cavour, ma quando arrivo al palo 27 c’è solo Piero, in ritardo anche lui. Lo riconosco da lontano, la sua bici a ruota fissa è inconfondibile.

Io Piero ed Henry ci lanciamo all’inseguimento della CM, contattata telefonicamente, verso piazza Venezia per raggiungerla poi a Torre Argentina. Poche centinaia di metri a sgattaiolare nel traffico di Roma con la due piani carica di bagagli, e mi ritrovo nel calmo e lento pedalare della Critical Mass !

Henry è molto contento, e mi saluta ad un certo punto quando la CM passa per via Merulana, perché è tardi e lui va a cercarsi un posto per dormire.

Fare la CM con i bagagli ed il manubrio pesante è faticoso, ma va tutto bene.

La CM termina al Pigneto, a quel parchetto dietro il Fanfulla. Parcheggiamo una 50ina di biciclette e ci fermiamo a festeggiare con pizza e birre il compleanno di Giuso, che era anche lui in bici a due piani alla Critical Mass insieme a Danielina (con la graziella a due piani).

La serata scorre veloce, e mi metto a parlare con gli amici della CM che non vedo da un mese raccontando episodi del viaggio. Presto però la stanchezza della giornata di fa sentire, e così mi preparo all’ultima pedalata a due piani verso casa di Mamma.

Incredibile. Il viaggio è finito !!! Da domani si torna alla normalità della vita in città ! :(

Saverio

Vico Equense

August 31st, 2010

Gigino della famosa pizza al metro si trova proprio sotto casa di Niso a via nicotera, e Silvio, il papà di Niso, ci prende della pizza per fare un “secondo aperitivo” mentre stiamo a casa a fare la doccia. A casa arrivano anche Roman ed Emma, due amici di Niso, che poi ci portano a cena fuori. Ci raggiungono anche degli amici di Niso da Napoli, che avevamo incontrato qualche giorno prima ad Ariano Irpino.

Andiamo da Cardone, a mangiare la vera pizza napoletana. Buonissima. Il posto funziona come un self-service. Si va ad ordinare al banco, e viene assegnato un numero. Il microfono chiama i numeri e si va a ritirare al banco quando è pronto. La birra ed i fritti vengono serviti subito. Mangio una pizza con rucola prosciutto e cacetti che è buonissima, una cosa eccezionale.

Dopo cena non cediamo alla stanchezza, ed andiamo sul lungo mare a Seiano a fare un giro. Ma siamo folli, perché in realtà siamo stanchi, e dopo non molto ce ne andiamo a dormire.

25 agosto

La prima cosa che faccio quando mi sveglio è chiamare mia zia per farle gli auguri. La data del 25 agosto è un po’ sfigata perchè sto sempre in giro, e capita poco spesso che passiamo il suo compleanno insieme. Finita la telefonata trovo Niso pronto per uscire, e lo accompagno a fare la spesa per preparare i panini del pranzo. Oggi si va al mare e mangiamo li. Niso mi fa assaggiare una ricotta incredibile, che usa per fare i panini ricotta e pomodoro.

Alle 14:00 prendiamo la vecchia 500 di Niso per andare al mare vicino Sorrento, alla pignetella. Al mare con noi verranno anche Roman Emma Pierpaolo Francesco e Paola.

Dopo la giornata di mare usciamo la sera per andare a mangiare i panuozzi di Gragnano, e li mi raggiungono anche Anna e Rossella con i loro fidanzati. Racconto loro del viaggio, è da un sacco di tempo che non le vedo.

Dopo il panuozzo andiamo a Castellammare al mistral, il bar del lungomare dove si incontrano i giovani del posto, dove conosco Enzo, un tipo che ha una trasmissione su Fusoradio, ma a Roma non ci eravamo mai conosciuti. Cosa dire: il mondo è piccolo !

26 agosto

Oggi ci siamo svegliati tardissimo, ed andiamo al mare a piedi a Seiano. Al mare conosciamo due ragazze, Laura e Renata, che sono di castellammare di stabia. Era scattata la situazione quando arrivano Luca e Roberta con il furgoncino che ci raggiungono un altra volta nel viaggio. Ci mettiamo a raccontare loro gli ultimi km di viaggio in bici e stupidamente ci giochiamo le ragazze. Che fessi !

A cena torniamo tutti insieme a casa di Niso, che ha invitato tutti i suoi amici per vedere la partita del Napoli. Dopo la partita usciamo, ma non combiniamo nulla perché troviamo il furgoncino di Roberta in panne e perdiamo tempo per risolvere la situazione (senza riuscirci). Il giorno dopo scopriremo semplicemente che ci stava poca benzina, e la posizione di parcheggio sul salitone faceva si che il tubo non pescava benzina e non faceva partire il furgoncino ! :)

Andando a dormire inizio a meditare sulla partenza verso Roma …

Da Ariano Irpino a Vico Equense

August 30th, 2010

24 agosto

Invece che alle 8:00 come concordato la sera prima partiamo alle 9:30. Ci sta tutto perché ci dobbiamo riprendere dalla bevuta della sera prima. Facciamo aspettare un po’ Valerio, che non era voluto venire la sera prima a mangiare fuori, e si era svegliato puntuale per partire alle 8:00.

Salutiamo Mario, che è arrivato al termine del suo viaggio, e ci mettiamo a pedalare in direzione Avellino. I primi 20 km sono durissimi. Ci sono salite con pendenze incredibili, specialmente quando si attraversano i paesini subito dopo Ariano Irpino. La s.s. 90 delle puglie finisce e prosegue la strada verso Avellino, che è principalmente in salita. A 25 km da Avellino ci fermiamo a fare colazione, a metà di una lunga salita che ci riporta a 600 m s.l.m dopo essere scesi a 300 m s.l.m con una discesa precedente.

Non entriamo in città ad Avellino, ma ci troviamo su una specie di raccordo autostradale, dove intravedo un cartello “Via Appia”. Il brutto tratto a due corsie con guard rails e camion per fortuna non dura molto, e dopo 5 o 6 km di inferno prendiamo il bivio per Nocera. Si è fatta l’ora di pranzo e ci fermiamo ad una piccola pasticceria a pranzare. Mangiamo delle pizzette, baba’ e sfogliatelle: un riassunto delle specialità del luogo.

Il ragazzo che lavora alla pasticceria è affascinato dalle nostre bici, avrà circa 20 anni e si ferma a parlare parecchio con noi. Ci racconta che da poco è tornato in Italia, e si trova al paese del padre. Lui è nato e cresciuto in Germania a Francoforte, ed ora è molto contento di essere tornato a vivere in Italia. Parla molto bene italiano, ma con delle marcate espressioni dialettali.

Saranno grosso modo le 15:00 quando ci mettiamo in marcia. Superiamo il paese di Calore, dove un ciclista in bici da corsa mi si affianca e ci facciamo una chiaccherata sui viaggi in bici e la Critical Mass. Lui è di Calore ed ha preso al volo la bici per correrci dietro quando ci ha visto passare. Arriviamo ad una forte discesa, dove il compagno di pochi km mi abbandona per tornare indietro. Seguono una serie di tornanti molto stretti che faccio lentamente, e ci portiamo ad una altitudine molto bassa, siamo a Mercato San Severino. Da questo punto in poi la strada è praticamente in pianura fino a Vico Equense, ma ci mancano ancora circa 30 km all’arrivo.

La strada cambia aspetti, si susseguono in pochi km diversi paesi che attraversiamo nel loro cuore, tra le escalmazioni della gente che passeggia lungo il corso o è seduta ai bar. Durante questo tragitto incontriamo un ciclista tecnico in tutina, che ci accompagna fino a Nocera Superiore facendoci fare una strada secondaria meno trafficata.

Arrivati a Nocera inferiore la strada cambia ancora, il centro abitato diventa fittissimo e non è più possibile capire quando finisce un paese e ne inizia un altro. Si nota in modo marcato l’aumento di densità di popolazione, traffico rumore e smog. Gli ultimi 25 km della nostra tappa sono tutti praticamente in stradine di paese a volte con san pietrini. Passiamo a Sant’Antonio Abate e poi a Gragnano.

Arrivati a Gragnano entro in un bar a chiedere l’acqua, ed il barista ci tiene a darmi che quell’acqua del rubinetto è la famosa acqua dei Gragnano, uno segni ingredienti della pasta di Gragnano. Lo dice con tale serietà e solennità che rimango come un fesso a guardarlo stupito.

Da qui in poi la strada è familiare, la conosco anche io a memoria. Passiamo dietro a Castellammare per la passeggiata archeologica, dove si trova l’hotel Medusa luogo in cui avevo fatto le vacanze un paio di anni prima. Facciamo la salita che passa per le terme stabiesi, che porta verso casa dei miei amici Dario e Valerio.

Arrivati in cima alla salita mi fermo di fronte ad un negozio di meccanico, per aspettare Niso che allo stremo delle forze stava salendo a piedi. La folla mi assale per farmi mille domande, ma devo chiedere alle persone di non parlare in dialetto perché non le capisco. Alcuni riescono a farsi capire, ma altri no, e quindi alcuni si mettono a fare da traduttori dallo stretto dialetto napoletano all’italiano. Arriva Niso in cima alla salita finalmente, e c’è una scenetta alla carramba che sopresa, perché quello era proprio il meccanico dove di solito va il padre e quindi i due si conoscevano.

Facciamo gli ultimi 8 km sul litorale fino a Vico Equense. La strada tra i tornanti della costiera è in leggera salita. Sulla destra abbiamo il mare e su lo sfondo il Vesuvio.

Sulla sinistra le macchina che viaggiano nell’opposto senso di marcia sono tutte in fila a passo d’uomo, è il rientro dal mare. Ci guardano con occhi stupiti, tra applausi e strane esclamazioni dialettali.

Io e Valerio ci fermiamo alla stazione del Circumvesuviana alle porte di Vico Equense, per aspettare Niso che va lentissimo per la stanchezza. Vorremmo farlo entrare in piazza in testa al gruppo. Ripartiamo tutto insieme ma a Niso cade subito la bici durante la partenza, niente da fare è destinato ad entrare in piazza per ultimo.

Arrivati in piazza c’è la mamma di Niso che ci aspetta e qualche suo amico. Siamo arrivati ! Sono le 19:30. Abbiamo fatto 110 km in 10 ore, superando anche notevoli salite. Parcheggiamo le bici e ci sediamo al bar della piazza per un meritato aperitivo ! :)

Saverio

Ariano Irpino ed il Folk Festival

August 30th, 2010

21 agosto – sabato

Lo sforzo del giorno prima è stato notevole. Mi sveglio con le gambe da sgranchire, le ginocchia un po’ doloranti, ed un senso generale di voglia di risposare. Per salire su al paese di Ariano Irpino dalla casa dove ci troviamo, c’è una salita di 3 km. Io e Mario decidiamo di salire con la circolare. La circolare è un bus che fa il giro del paese, e viene detto dai locali “cafoniera”, perché in passato faceva il giro delle campagne e raccoglieva i “cafoni” che dovevano andare a fare spese ad Ariano.

C’è chi non si sente così stanco, come Valerio e Niso che affrontano la salita in bicicletta, per andare a casa del padre di Mario dove ci aspettano a pranzo.

Mario ci porta al suo bar di fiducia, si chiama Bar Irpinia e si trova proprio sotto casa del padre. Facciamo l’aperitivo prima di salire a mangiare.

Abbiamo quasi finito di mangiare quando Niso riceve una telefonata, sono i suoi genitori che gli hanno fatto una sorpresa, sono venuti a trovarlo ad Ariano Irpino (che si trova ad un paio d’ore di macchina da dove vivono a Vico Equense). Passiamo quindi il pomeriggio con i genitori di Niso e facciamo a piedi un giro turistico di Ariano, visitando il parco e la fortezza normanna.

Nel riposo più totale arriviamo all’ora di cena, e decidiamo che squadra vincente non si cambia quindi torniamo dal Sig. Michele al ristorante San Domenico. Mangiamo benissimo ma mi rendo conto che il ritardo e la lentezza per portare i piatti, non erano un problema dell’orario tardo della sera prima, ma è proprio una caratteristica del ristorante. Per mangiare stiamo 2 ore seduti a tavola, ma alla fine devo ammettere che abbiamo fatto un abbuffata da ricordare.

Dopo cena i genitori di Niso ripartono per Vico Equense, e noi ci prepariamo alla serata. Ad Ariano in questi giorni si svolge l’AFF: Ariano Folk Festival. Ogni sera è previsto un grande concerto, e ci sono persone da tutto il centro italia che affollano il paese, tra cui molti ragazzi al campeggio dove siamo giunti la sera del nostro arrivo.

Siamo usciti da poco dal ristorante del Sig. Michele quando Niso riceve un altra telefonata, sono Luca e Roberta, due suoi amici che sono in ferie e girano la campania con un furgoncino attrezzato a camper. Li troviamo al campeggio dove gli facciamo parcheggiare il furgoncino, e si aggiungono alla nostra comitiva per la serata.

Mario ci porta quindi al Bar Irpinia per fare salire il nostro tasso alcolico in modo da affrontare con lo spirito giusto il concerto. Ci attardiamo così tanto che quando arriviamo al palco Mannarino ha già finito di suonare, e ci sta già il secondo gruppo. Insieme a Niso iniziamo a viverci il concerto nella folla ubriachi e molesti, mentre Mario continua ad incontrare gente che conosce del paese e presentarcela. Facciamo amicizia con Carla, la cugina di Mario, e poi con Catia e Valentina. Mario ci presenta anche dei suoi amici maschi ma ovviamente i nomi non me li ricordo :) Tutti ci conoscono per via delle nostre biciclette, e ci fanno i complimenti e ci stringono la mano. Inizia a farsi tardi, e due amiche di Mario, Valentina a Catia, mi convincono a seguirle per andare al Sona Zone. Si tratta di una zona Rave a 10 km da Ariano dove si arriva con una navetta gratuita che parte dal campeggio.

Mi imbarco per il rave sulla navetta insieme a Niso Roberta e Luca, un viaggio surreale. Al nostro arrivo la musica è pessima, o non siamo abbastanza drogati per apprezzarla. Ragazze giocano con bolas infuocate, ed altri ballano a ritmo incessante aspettando l’alba. Come scendiamo dalla navetta Catia colassa, si vede che le curve non le hanno fatto molto bene !

Non resistiamo molto, e dopo 45 minuti prendiamo la navetta per tornare ad Ariano, dove recuperiamo il furgone per andare a dormire a casa di Mario.

22 agosto

Il giorno prima è stato abbastanza distruttivo, forse più di un giorno di viaggio in bicicletta, e così ci facciamo una meritata sveglia alle 13:00, con ozio fino alle 17:00. Sono in letargo sul divano ad ascoltare Niso e Luca che si cimentano in strani e complicati discorsi da antropologi. Alle 17:00 prendiamo il furgoncino di Roberta ed iniziamo ad alcolizzarci su al campeggio. Siamo in attesa del grande evento della sera, il concerto di Goran Bregovic. E’ l’unica serata a pagamento del festival, il biglietto costa 15 € e consiste in una maglietta ed un braccialetto. In questo modo si crea uno strano effetto scenografico per cui tutto il pubblico del concerto indossa la stessa maglietta !

Carla ci porta all’apertivo balcanico, un pre evento prima del concerto. Ci sono dei graffiti con delle scimmie molto belli, che si integrano perfettamente su uno scorcio del paese, fatti proprio in occasione di questa edizione del festival.

Alla fine arriviamo al concerto giusto in tempo per l’inizio, arriviamo in fondo alla piazza del palco proprio mentre l’orchestra inizia a suonare. Io e Niso, preparati, ubriachi e molesti, ci facciamo avanti nella folla ed in un minuto ci troviamo sotto al palco ! tutti con la maglia uguale, è facilissimo perdersi, ma riusciamo a rimanere uniti in mezzo ad un concerto durissimo dove si salta a più non posso. Dopo la canzone “gas gas” (circa dopo 20 minuti) siamo esausti e molliamo, iniziamo a seguire il concerto da più indietro. Nella folla incontro anche la mia amica Ilaria, quella che lavorava a Trastevere al “ma che”.

Finito il concerto di Bregovic siamo esausti, ed il DJ che segue non regge assolutamente il confronto con lo spettacolo precedente. Ce ne andiamo quindi al campeggio, dove si festeggia l’ultima sera di festival suonando chitarre a bonghi. E’ tardi quando torniamo a dormire tutti da Mario, e non so proprio come faremo a salire sulla bicicletta per arrivare a Villa Maina.

23 agosto

Al mio risveglio trovo Niso e Valerio in cucina a ripianificare il viaggio. Sono le 13:00. L’amico di Niso di Villa Maina ci ha dato buca, e dato che ci passavamo esclusivamente per trovare questo ragazzo, detto “buione”, decidiamo di tirare dritto per casa di Niso e Vico Equense. La tappa è di 110 km, ed è decisamente tardi per partire, quindi la partenza è spostata alla mattina successiva.

Ci riposiamo quindi tutto il giorno, e la sera andiamo a cena con gli amici di Mario che gestivano il Volkscamp. Ci porta in un agriturismo fuori Ariana, ad una ventina di minuti in macchina in direzione Avellino. Facciamo una mangiata incredibile, con 3 primi e quintali di spezzatino. A tavola non vengono servite porzioni singoli, ma grandi pirofile dalle quali sporzioniamo noi stessi. A tavola ho l’occasione di conoscere un po’ gli amici di Mario, quasi tutti sono ad Ariano solo l’estate e studiano o lavorano l’inverno in altre città. Parliamo di un po’ di tutto ed anche del nostro viaggio durante la cena, che finisce con abbondante vino e grappa. Mi stupisco ed conto che è di soli 15 € a persona, e che comunque viene gentilmente offerto a tutti dall’associazione del Volkscamp. Io e Niso vorremmo pagare perché ci sentiamo un po’ imbucati, ma non c’è verso.

Tornati al condominio di Mario, Niso che è in modalità “ubriaco e molesto” prova a staccare da un altarino un enorme statua di Padre Pio, farfugliando che la vuole montare sul manubrio della sua bicicletta. Per fortuna io e Mario in due riusciamo a fermarlo ! Vado a dormire pensando se Niso ce la farà a pedalare per oltre 100 Km domani dopo la sbornia di questa sera.

Saverio

Da Foggia ad Ariano Irpino, le vere salite a due piani

August 29th, 2010

20 agosto

La nave, in ritardo, ci lascia a Bari alle 8:00. Oggi vogliamo arrivare al paese di Mario, Ariano Irpino, ma da Bari sono forse 150km, un po’ troppi da fare in una sola giornata. Andiamo quindi alla stazione del treno per avvantaggiarci fino a Foggia. Lo scorso anno io e Valerio avevamo già pedalato tra Bari e Foggia, e sapevamo che ci aspettava una strada calda e deserta da attraversare in biciclette, decisamente meglio saltarla con un treno.

Mentre aspettiamo il treno, ripariamo la bici di Mario, era saltato un raggio alla ruota dietro ed aveva preso una forma molto storta. Il treno parte alle 12:30, ci facciamo amico sulla banchina il capo treno, che abbandona gli iniziali dubbi e ci fa montare con il treno sulle bici, anche se il treno che arriva è sprovvisto di vagone biciclette.

Alla stazione di Foggia nemmeno scendiamo dal treno che vediamo partire la coincidenza per Ariano Irpino che avevamo pensato di prendere. Non solo la vediamo partire, ma ci rendiamo conto che si tratta di un treno composto da un solo vagone, nel quale sembra impossibile caricare le biciclette senza smontarle. Per peggiorare ancora la situazione, il treno successivo per Ariano Irpino parte alle 17:00, 3 ore di attesa in stazione.

Stanchi delle attese e dei treni decidiamo di fare la bravata da Foggia ad Ariano Irpino in bicicletta. Sono 60 km, tutti in salita. All’inizio una salita lieve con una media del 2% sul tavoliere delle puglie, e poi avvicinandosi all’appennino salite impegnative per raggiungere la nostra meta a 800 metri s.l.m.

Il viaggio inizia con parecchio stress. Attraversando Foggia due cretini di 15 anni con i motorino ci mettono in difficoltà, ed uno si prova ad agganciare la bici di Valerio. Lui si incazza ed inizia a corrergli dietro con la bici, ma ovviamente non ha chance di raggiungerlo. Noi ci incazziamo con Valerio perché non ha senso mettersi a correre con le bici dietro ai ragazzini, e quindi pedaliamo un po’ scazzati sotto il sole verso la Campania, una volta trovata la corretta via per uscire dalla città.

Pedaliamo sotto il sole caldissimo del tavoliere delle puglie, sulla statale s.s. 90. Dopo circa 23 km da Foggia bussiamo ad una casa di campagna, dove ci aprono, e riusciamo a prendere dell’acqua. Sono ormai le 16:00 ma fa caldissimo. Ripartiamo e facciamo altri 20 km con lievi salite ed una discesa. Sullo sfondo del paesaggio si iniziano a vedere le montagne dell’irpinia che predominano sul panorama. Poco prima dell’inizio della vera salita facciamo una lunga sosta, dove mangiamo e prendiamo l’acqua necessaria ad affrontare l’ultimo sforzo.

Quando si riparte Valerio corre avanti, e lo rivedremo solo ad Ariano Irpino. Io Niso e Mario procediamo con cautela, attendiamo l’inizio della salita e vogliamo arrivarci con più energie possibile. Dopo un paese del quale non ricordo il nome, ma esattamente QUI, inizia una salita PAZZESCA con pendenze ripidissime ! Niso prova ad usare il rampichino per la prima volta nel viaggio, ma non si trova con il rapporto troppo leggero ed è costretto a scendere e fare dei pezzi a piedi. Qualche km più in la si accorgerà anche di avere la ruota di dietro frenata, a seguito di una caduta in partenza fatta qualche km prima. Per fortuna dopo 2/3 km durissima la salita spiana un poco, e pedale in trance dalla fatica verso Ariano Irpino, mancano circa 15 km alla meta.

Siamo nei pressi di Savignano quando sulla destra nella semi oscurità intravedo i 3 colli di Ariano Irpino costellati dalle luci del paese che brillano. Quando la strada inizia ad essere illuminata troviamo Valerio, che ci aspettava all’inizio delle importanti salite che ci porteranno in paese. Infatti fintanto che si viaggia su strade statali, è difficile trovare pendenze esagerati, al massimo può capitare qualche tratto al 12 o al 14 %. Ma quando si entra dentro un paese come Ariano Irpino, è possibile trovare salite esagerate, praticamente da scalata. Metto la marcia più leggera che ho e mi arrampico su in paese, ma l’ultimo km è così ripido che scendo dalla bici e lo faccio a piedi per paura di cadere. E’ buio, e le macchine in fila in discesa ci applaudono mentre sudiamo pedalando in salita.

Sono le 21:00 quando arriviamo al Volkscamp, il campeggio del festival di Ariano Irpino, gestito da un associazione di amici di Mario. Felici di essere arrivati sani e salvi ad Ariano, ci scoliamo subito della birra, tra gli sguardi sbigottiti di quelli che ci avevano visto arrivare. Il festival attrae un sacco di gente, Niso trova degli amici di Napoli, e io delle persone che abitualmente frequentano il pigneto a Roma.

La salita non è finita, ci manca ancora un km per arrivare a casa del padre di Mario dove andiamo a fare la meritata doccia.

Abbandono tutti i bagagli a casa del padre di Mario, tanto ho solo panni sporchi, ed usciamo di nuovo in bici (ma ora è tutta discesa) per mangiare dal Sig. Michele al ristorante San Domenico. Ordiniamo dei ravioli di ricotta fatti in casa, chiamati Cavajuoli. Sono buonissimi, anche se siamo così stanchi che quasi ci addormentiamo sul tavolo. Da Michele si mangia benissimo, ma fa aspettare un sacco di tempo perché fa la pasta fatta in casa al momento. Forse era meglio ordinare una cosa più veloce.

Dopo la cena riprendiamo la bici e facciamo gli ultimi due km di rilassante discesa fino alla casa dove andiamo a dormire, o meglio svenire dentro il letto, quando l’orologia segna l’una di notte. Incredibile abbiamo fatto veramente tutta quella salita ed ora siamo ad Ariano Irpino !

Saverio